Articolo tratto da "Corriere della Sera"
Metà di coloro che si iscrivono desiste entro i primi tre mesi. Ecco, allora, come non fare la stessa fine. Quattro esperti spiegano come partire con il piede giusto
MILANO - Terminato l’inverno, il nostro corpo, magari un po’ appesantito e con qualche acciacco di troppo, reclama «movimento». Ma che cosa fare? Se si fa parte della categoria «sportivi» grandi problemi non ci sono: obiettivi, attività e programmi già definiti. Differente è la situazione di chi, per pigrizia o mancanza di tempo, si ritrova inserito nella categoria, ben più numerosa, dei «sedentari». In questo caso, dilemmi e timori possono essere innumerevoli. Da quelli più frequenti: «Ce la farò? Dove trovo il tempo?». A quelli più specifici: «Meglio iscriversi ad una palestra, correre o organizzarmi in casa con tanto di cyclette e manubri?».
Quesiti più che comprensibili per chi si ritrova ad affrontare non solo una nuova esperienza, ma anche e soprattutto un cambiamento improvviso del proprio stile di vita. Perché, in definitiva, di questo si tratta. L'attività fisica ha senso ed efficacia solo se si abbina ad una maggiore attenzione nei confronti dell'alimentazione, del fumo, dei cicli sonno-veglia. Insomma, se l'obiettivo è modificare la qualità di vita, la sola sgambatina mattutina non è sufficiente. D'altronde, ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, migliorare equilibrio, coordinazione e resistenza alla fatica, rallentare l'osteoporosi o addirittura evitarla, perdere peso e stabilizzarlo, potenziare le proprie capacità intellettive, memoria e concentrazione su tutte, essere più reattivi ed efficienti, persino sotto le lenzuola, meriteranno pur qualche sacrificio. Importante è affrontare la novità nel migliore dei modi. E per questo quattro esperti ci danno le «coordinate» giuste per centrare l’obiettivo, ovvero per far sì che la nostre scelta non si trasformi in una delusione o, ancor peggio, in una resa.
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