[cap 2 di 2 ] Progettare gli abbonamenti: esiste l’abbonamento perfetto?


L’iniziativa e l’audacia imprenditoriale vanno premiate, sempre. Tuttavia, senza spegnere la creatività e l’ingegno, è bene fare sempre e prima, alcune simulazioni precise su cosa potrebbe comportare una scelta piuttosto che un’altra e darsi tanto degli obiettivi, quanto dei limiti e delle regole. Inoltre, ogni cambiamento ed ogni test, vanno costantemente monitorati, non con rilevazioni verbali approssimative del tipo “va bene/va male”, “ne vendiamo tanti/pochi”, “in tanti chiedono il mattiniero” ma con dati numerici precisi ed inconfutabili. Perché solo i numeri possono darci torto o ragione e farci proseguire o cambiare rotta.
Di contro, se ci si rende conto che l’utenza intorno a noi sta davvero cambiando a livello generale, anche restare fermi sulle proprie posizioni e proporre tipologie di abbonamento che non incontrano più le esigenze della clientela equivale ad autoeliminarsi dal mercato. Anche in questo caso, dopo essersi assicurati che i consulenti svolgano il loro ruolo al massimo della competenza (valorizzando il club, motivando e sollecitando l’iscrizione) e che se iscriviamo solo il 20-30% delle persone, è perché davvero la maggior parte dei non iscritti valuta i prezzi troppo elevati o le tipologie di abbonamento inadeguate, allora e solo allora è possibile, anzi, doveroso in questo caso, rivalutare il proprio target e, di conseguenza, la propria offerta.
Quali passi intraprendere quindi se il fatturato inizia a calare e le performance dei consulenti sono scadenti? Prima di cambiare repentinamente il listino è consigliabile agire in questo modo:
-        Monitorare ed ascoltare i consulenti durante la loro attività, creare con loro momenti di confronto quotidiani analizzando le vere motivazioni di ogni singola iscrizione persa;
-        Organizzare un corso di formazione per i consulenti tenuto da esperti del settore, che sappiano formare e motivare gli staff;
-        Recuperare o, in casi estremi, allontanare eventuali consulenti ormai svogliati, negativi ed iper critici;
-        Conoscere, programmare ed usare al meglio il gestionale del club, in modo da poter sempre avere dati e risposte precisi, facilmente reperibili ed inconfutabili;
-        Ricordarsi e ricordare ai consulenti che il club promuove “attività sportiva per il benessere delle persone” e che il benessere è uno stato fisico e psicologico continuativo da raggiungere e mantenere, non una pillola da prendere quando se ne ha voglia o solo per i prossimi tre mesi che portano all’estate per la prova costume. Se i consulenti sanno trasferire questo concetto al potenziale cliente che chiede informazioni sugli abbonamenti, riusciranno a coinvolgerlo, motivarlo e, quindi, iscriverlo: con un abbonamento annuale e magari anche open e all inclusive.

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Simona Pergolesi simonapergolesi@wellink.it