Può sembrare impossibile ma già dall’inizio degli anni 50 in
Italia presero vita le prime Palestre!
Di quelle vere, con la P maiuscola, orientate esclusivamente
al body building o culturismo come lo si definì nel Belpaese. Grazie a pionieri
come John Vigna (Torino), Tullio Ricciardi (Firenze) e pochi altri che si
costruirono i rudimentali attrezzi ed aprirono i primi locali, ebbe inizio il
nostro settore.
La prima grande rivoluzione fu quando, negli anni 70, una
nota attrice americana, Jane Fonda, divulgò la pratica della ginnastica con la
musica e fu così che l’Aerobica arrivò anche in Italia e le palestre iniziarono
ad adeguare i loro spazi allestendo più o meno piccole sale con qualche
specchio ed un impianto audio in modo da proporre la grande novità ed
accogliere un nuovo pubblico, perlopiù femminile, presso quelli che dalla metà
degli anni 80 verranno definiti: Centri Fitness.
E qui il boom!
L’apertura di centri sempre più accoglienti,
luminosi, con pavimenti in legno, spogliatoi con armadietti, reception con
personale addetto all’accoglienza ed orari di apertura sempre più ampi per
arrivare a prevedere addirittura la presenza di saune e/o bagni turco
all’interno degli spogliatoi e successivamente in spazi dedicati e sempre più
curati.
Parallelamente la pratica del nuoto e delle attività in
acqua continuavano ad affermarsi e fu così che i più temerari ampliarono gli
spazi prevedendo una piscina all’interno del centro ed altri addirittura
affiancarono campi da tennis e squash.
Dai primi anni 90 i nuovi centri fitness avevano
caratteristiche abbastanza uniformi con una sempre maggiore offerta per quello
che sembrava essere un mercato in forte espansione.
Oggi dalla ricerca dell’essere “adatti” (fit) siamo passati
alla ricerca del “benessere” (well) e definiamo il nostro più completo e
cresciuto settore: Wellness
Quella che però non è cresciuta come ci si aspettava è la
percentuale di praticanti del nostro settore che continua ad essere inferiore
al 10% portandosi dietro le relative difficoltà che tutti gli operatori
conoscono.
Tralasciando le cause esterne (incentivi e sgravi per chi
pratica attività fisica) e posticipando la riflessione su quelle interne (qualità del servizio ed insufficiente fidelizzazione) proviamo a farci una
domanda più trasversale: siamo sicuri che stiamo offrendo ciò che le persone
cercano?
Se con il termine Wellness intendiamo lo STARE BENE non
dovremmo forse allargare o cambiare il punto di vista e di conseguenza la
nostra visione?
Che cosa fa stare bene
le persone?
Se ripartiamo da Maslow e la sua piramide non possiamo prendere con leggerezza il fatto che dopo i bisogni fisiologici
e di sicurezza l’essere umano tenda a soddisfare la necessità di APPARTENENZA e
quindi di relazioni sociali di amicizia o affetto che lo fanno sentire
presente, importante, facente parte di un insieme…insomma lo fanno stare bene!
Sotto questa luce i centri wellness avranno la possibilità
di sostituire le piazze ed i luoghi di ritrovo ed il ruolo degli operatori non
sarà esclusivamente legato all’aspetto estetico, salutistico o relativo alla
performance sportiva, ma al comune a tutti bisogno di socialità.
La prima domanda è quindi legata a quanto siamo attenti a
questo aspetto nei nostri centri fitness, acquatici, beauty& spa e la
seconda: cosa possiamo fare di diverso rispetto a quanto fatto finora dato che
i risultati potrebbero essere sicuramente più gratificanti?
-----------------------------------------
