Sport e salute: l'oceano blu del nostro settore

Nel corso degli ultimi decenni abbiamo assistito ad enormi cambiamenti: c’è sempre meno bisogno di muoversi dato che abbiamo ingegnerizzato tutti i tipi di movimento, nella vita di relazione, a casa, nel lavoro e nel tempo libero.
Oggi abbiamo telecomandi, ascensori, aspirapolveri automatici, tagliaerba a motore e la maggior parte delle attività del tempo libero sono a loro volta statiche.

Tuttavia è ormai noto come le conseguenze di una vita sedentaria, priva di una qualsiasi attività fisica effettuata con costanza, possano risultare anche gravi ed avere pesanti ripercussioni sulle condizioni di salute generale.

Siamo consapevoli che, a prescindere dalla perdita di tono dei tessuti e dalla comparsa di qualche rotolino di ciccia in più, l’inattività espone a rischi molto più pericolosi per l’organismo. In alcuni casi, infatti, non svolgere attività fisica regolare rappresenta più di un’insana abitudine, è l’anticamera di gravi patologie che possono risultare anche fatali.


I dati sono allarmanti:
Il 70% degli ictus cerebrali, l’80% degli attacchi cardiaci, il 70% dei casi di cancro al colon-retto e il 90% di quelli di diabete nell’adulto, avrebbero come causa principale o collaterale proprio la sedentarietà.
In questo caso, per prevenire il peggio e proteggersi dall’esposizione a numerose malattie provocate dall’inattività fisica, l’unico farmaco disponibile, privo di effetti collaterali, è proprio un po’ di sano movimento, praticato con una certa regolarità.


Il compito degli operatori del settore è divulgare l’abitudine alla pratica dell’esercizio fisico attraverso una matura e concreta collaborazione con la classe medica comunicando loro in modo esplicito e chiaro il nostro impegno:

  • Assoluto rispetto dei ruoli per cui i medici fanno la diagnosi, gli istruttori gestiscono i protocolli motori senza interferire con il mondo sanitari.
  • I protocolli sono ispirati a gradualità e progressione secondo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità con impegni minimi ma costanti commisurati alla fisiologia dei soggetti.
  • Gli istruttori forniscano al medico curante periodici aggiornamenti relativi ai risultati ottenuti dai loro pazienti in funzione della valutazione iniziale e della determinazione dell’indicatore relativo


Ma in quali ambiti possiamo agire?
  1. Ipertensione: apporto alla riduzione della pressione attraverso l’esercizio aerobico e la forza su soggetti con pressione normale alta e/o predisposti
  2. Patologie Cardiovascolari: protezione contro le patologie cardiovascolari attraverso l’esercizio fisico e l’allenamento cardio-respiratorio
  3. Sovrappeso e obesità: contributo al raggiungimento dell’equilibrio energetica attraverso l’esercizio fisico anche al fine di mantenere i risultati in termini di calo ponderale
  4. Diabete di tipo 2: prevenzione dell’insorgenza del diabete di tipo 2 su soggetti con intolleranza al glucosio (ITG) e controllo della glicemia, perdita di peso e controllo lipidico su soggetti diabetici
  5. Osteoartrite: attraverso un attività fisica costante e moderata si ricerca l’intervento sul cambiamento nella cartilagine ialina, nel nutrimento e nella distribuzione del liquido sinoviale oltre alla qualità e resistenza della muscolatura prossimale alle articolazioni al fine di ridurre le forze agenti sulle stesse
  6. Osteoporosi: aumento della densità minerale ossea (BMD) attraverso programmi di attività fisica aerobica e in attività di forza localizzate
  7. Depressione: miglioramento del benessere mentale e riduzione dei sintomi della depressione lieve attraverso l’attività fisica da moderata a sostenuta
Siamo consapevoli che non è semplice, che troveremo resistenze, che la strada è lunga e lenta ma senza ombra di dubbio questa è la direzione.

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Paolo Grosso - paologrosso@wellink.it